sabato 21 maggio 2016

DNA il Verbo Degli Dei


Secondo antiche scritture siberiane e magiari, esseri “soprannaturali” dal nome Tàltos, provenienti dal cielo a bordo di una splendente nave celeste, erudirono dapprima la donna che incontrarono immediatamente al loro arrivo e successivamente, mescolandosi ad esse, le genti nei dintorni di quel luogo.
Questi esseri avevano una caratteristica fisica particolare; avevano sei dita per mano, e lasciarono questa traccia genetica nella popolazione, riscontrabile in varie parti del mondo. In modo particolare in Ungheria. .
Per quanto esista una corrente letteraria che associ i Tàltos a fenomeni negativi come la demonologia, la grande forza della tradizione magiara ne tramanda la positività.

Infatti, da un libro di storia attualmente in uso nelle scuole ungheresi si può leggere che, i Tàltos, secondo la fede degli antichi magiari, sono persone particolari da ogni punto di vista. Questo lo dimostra già la loro nascita: il Tàltos nasce già con alcuni denti e/o con 11 o 12 dita. Nel corso della sua vita cade in una profonda sonnolente estasi e quando si sveglia da questa, dispone di meravigliosi poteri: può guarire i malati, può vedere nel futuro, fornisce consigli utili a qualsiasi questione.

Ognuno aveva il compito di portare avanti la conoscenza, la fiaccola della sapienza ricevuta appunto da questi esseri "soprannaturali", attraverso una unica fede ed una unica lingua. La lingua di Mu! Di questa civiltà si sente parlare già da molti anni, un po’ come una favola, ma secondo le tradizioni magiare questa civiltà è esistita realmente e si sarebbe sviluppata grazie ad esseri alieni amici, i quali diedero poi l’incarico alla popolazione di portare la luce della sapienza e della conoscenza in tutto il resto del mondo.

Questo continente si estendeva nel Pacifico e aveva una forma approssimativamente triangolare con al centro l’Australia, la base verso l’Antartide e i due lati minori posti uno di fronte alle coste dell’Africa Orientale e l’altro di fronte a quelle occidentali dell’America Latina. La datazione di questa civiltà, d’accordo anche con gli studi compiuti dal colonnello dell’esercito britannico James Churchward nel 1868, risalirebbe a oltre 70000 anni fa, e la popolazione ammontava a circa 64 milioni di abitanti.

Secondo le teorie più accreditate il continente Mu si inabissò nell’Oceano Pacifico nell’11531 a.C. circa. Delle antiche regioni sono rimaste soltanto le odierne Hawaii, le Figi, le Isole di Pasqua, dove appunto troviamo impronte di una cultura di 50-60 mila anni fa.

Gli abitanti di Mu, grazie all’elevato livello tecnico raggiunto unitamente ad un elevato livello spirituale, costruirono navi e partirono per le restanti parti del globo a creare delle colonie. Arrivarono in Cina e nell’odierna India, dove un testo che viene fatto risalire a 5000 anni fa ma redatto su tradizioni più remote, il Sanat Kumara racconta: Con il tuono possente della sua rapida discesa da insondabili altezze, circondato da fiamme che riempivano il cielo, apparve il carro dei Figli del Fuoco, dei Signori della Fiamma, venuti dalla Stella Splendente. Esso si fermò sopra l’Isola Bianca del Mare di Gobi, verde e meravigliosa, coperta di fiori olezzanti. Tale descrizione, rispecchia fedelmente le descrizioni relative alla tradizione Tàltos, sia per quanto rigarda il carro celeste che nella descrizione della bellezza del luogo.

Tutto ciò potrebbe spiegare ritrovamenti in tutto il mondo, di oggetti cosiddetti fuori dal tempo, tra cui, carte geografiche antichissime con particolari inspiegabilmente accurati come quella di Piri Reis, le statue dell’isola di Pasqua ed altre meraviglie sparse su tutto il pianeta, quali ad esempio città e mura ciclopichei e altri manufatti.

Anche i caratteri genetici naturalmente si sarebbero diffusi in tutto il pianeta assieme alla cultura, e tra questi quello delle sei dita per mano e nascite di bambini con i denti, o con talenti particolari, come le doti medianiche.
A tal proposito, i ricercatori americani, studiando il genoma umano, hanno trovato una enorme quantità di materiale genetico che ancora oggi non sanno attribuire alcuna funzione.
Secondo le mie conclusioni come risulta anche nelle documentazioni vaticane, la terra fu visitata da un ulteriore razza aliena, con intenti non certo pacifici, ma predatori, per sottrarci quei particolari poteri conferitici dai Tàltos attraverso la manipolazione genetica, quali per esempio limitare la durata della vita e le potenzialità intellettuali e spirituali al fine di figurare loro stessi come dei ai nostri occhi per soggiogarci in vari modi. L'arrivo di questi visitatori, scatenò una guerra con gli alieni giunti prima di loro che aiutarono gli umani a progredire, e tenuto conto in quali mani si trova la razza umana, non è fantascienza affermare che detti demoni sono ancora tra noi.

Da questo si deduce, che quel materiale genetico apparentemente inutile sia in realtà quello stesso materiale genetico neutralizzato da alieni predatori citati sopra, per poterci controllare. Difatti, alcuni ricercatori, hanno scoperto una proteina che avrebbe proprio la funzione di far invecchiare il corpo e portarlo alla morte?

Quella proteina presente anche nel corpo dei topi e che in un esperimento di laboratorio è stata estratta con conseguente sensibile miglioramento sia per la salute che per la longevità, dato che mediamente il topo ha vissuto il 30% in più
Cosa succederebbe se quel materiale genetico fosse riattivato? Torneremmo quindi a quel DNA a 12 eliche di cui si parla ultimamente e che sicuramente ci permetterebbe di esprimere ben altre potenzialità rispetto alle attuali?

Tornando all’aspetto storico una parte della popolazione si sarebbe appunto spinta più a Nord ad occupare una prima volta il bacino carpatico, dove sarebbero rimasti coloro che poi furono gli Unni, e successivamente vi sarebbero tornati dopo il periodo trascorso molto più a nord nelle regioni siberiane e a ridosso della penisola finnica.
Quindi la lingua magiara e la tradizione dei Tàltos potrebbero benissimo essere gli ultimi resti della civiltà primordiale di Mu e celare le vere origini e le reali potenzialità dell’essere umano, una volta riattivato l'80% di quel DNA che gli americani classificano come spazzatura? Con la riscoperta del DNA, la possibilità che quel 80% di DNA dormiente possa essere risvegliato, o meglio riattivato.

Tale possibilità secondo alcuni ricercatori Russi, che studiano proprio quell’ 80% ritenuto spazzatura dai loro colleghi americani, sono giunti alla conclusione che potrebbe celare quelle meravigliose proprietà misteriosamente disattivate. Ricollegabili in qualche modo al pensiero esoterico e alla tradizione dei "maestri spirituali", secondo cui il nostro corpo può essere programmato dal linguaggio, dalle parole (dal Logos) e dunque dal pensiero. E, non può essere diversamente dal momento che la conoscenza e la consapevolezza, permettono di accedere a livelli alterati della coscienza, che a sua volta modifica e amplifica il nostro campo vibratorio, aprendo le porte della conoscenza universale.

I due ricercatori russi Grazyna Gosar e Franz Bludorf, autori del libro "Vernetz Intelligence", dichiarano di poterlo provare scientificamente. Sostengono che si potrebbe affermare una scienza completamente nuova, capace di riprogrammare il DNA con le sole parole, senza dover prelevare, modificare e reintrodurre singoli geni. (E come ricordo ogni volta che ne ho l’occasione, si evince che ciò che riteniamo magia, diversamente potrebbe essere una nuova scienza come sostengono anche i ricercatori russi, che al posto dei "bisturi" usa un idioma divino in grado di manipolare la materia. Difatti la magia produce i suoi effetti attraverso l’uso della parola).

Per arrivare a questa strabiliante conclusione, i due studiosi russi, si sono messi ad esplorare proprio il "junk DNA", assieme a linguisti e genetisti, partendo dall'idea che tutto il DNA umano, oltre ad essere responsabile della struttura del nostro corpo, servirebbe anche come elemento di comunicazione.
Per dimostrare tale teoria, hanno applicato le regole sintattiche (il modo di mettere insieme le parole per formare le frasi), semantiche (lo studio del significato delle parole) e le regole base della grammatica, allo studio del DNA, che secondo loro agirebbe proprio come un linguaggio. Questo, secondo i ricercatori, spiegherebbe il misterioso insorgere del Logos e della coscienza nell'essere umano.

Il biofisico e biologo molecolare Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno invece analizzato le qualità vibrazionali del DNA, ovvero le sue frequenze. E sostengono che la sostanza del DNA (solo se considerata nel tessuto vivo) reagisce alle onde elettromagnetiche, sia luminose che radio, se vengono utilizzate le frequenze giuste. Questo spiegherebbe perché per il nostro DNA reagire alle frequenze (onde sonore) del linguaggio sarebbe perfettamente naturale.

I ricercatori russi sostengono inoltre di aver creato delle tecniche per influenzare il metabolismo delle cellule attraverso frequenze di luce e onde radio per riparare i difetti genetici senza interventi invasivi. Arrivando perfino a riprogrammare le cellule e trasformare, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra.
“Altro che musica-terapia, qui siamo in un territorio di confine tra magia, scienza e tecnologia. E non finisce qui”.

I ricercatori russi dicono anche di aver scoperto che il nostro DNA può creare delle interferenze nel vuoto, arrivando a produrre dei "tunnel spaziali", equivalenti nel mondo del micro ai cosiddetti "ponti Einstein-Rosen". (E non si esclude aggiungo io che la sede di tali processi potrebbe avvenire nella ghiandola pineale.

Tornando ai ponti di Einstein-Rosen, si chiamano così perché furono teorizzati da Einstein quando lavorava a Princeton con Nathan Rosen negli anni '30. I due scoprirono che le equazioni della relatività proposte dal fisico tedesco Karl Schwarzschild rappresentavano i buchi neri come un ponte tra due regioni dello spazio-tempo. Ovvero un collegamento tra aree distanti nell'universo, attraverso i quali si può trasmettere, (in teoria) al di fuori del continuum spazio-temporale, e perfino da un Universo ad un altro.

Sempre secondo i ricercatori russi, Il DNA è la chiave del processo chiamato di "ipercomunicazione", come la telepatia o il channeling, che investe la coscienza. Un esempio di ipercomunicazione lo troviamo, per esempio, nel mondo degli insetti. Quando la regina di un formicaio viene separata dalla sua colonia, le formiche lavoratrici continuano il loro lavoro secondo un piano preciso. Ma se la regina rimane uccisa, tutte finiscono di lavorare; nessuna formica sa più cosa fare. Sembra quindi che la regina trasmetta i suoi "piani di costruzione" anche a distanza attraverso la coscienza di gruppo, dei suoi sudditi.

Negli umani, spesso si ha un fenomeno di ipercomunicazione quando improvvisamente si ha accesso a informazioni al di fuori della propria conoscenza personale. Questa ipercomunicazione trans-personale viene descritta come ispirazione, intuizione o trance. Lo psicologo Carl Jung definiva queste esperienze come "sincronicità" e per spiegarlo faceva ricorso alla sua teoria dell' "inconscio collettivo". Per rendere l’idea, il compositore Giuseppe Tartini una notte sognò il diavolo seduto accanto al suo letto che suonava il violino. La mattina successiva Tartini fu in grado di ricordarsi esattamente lo spartito e scriverlo: ne risultò la sonata "Il Trillo del Diavolo".

In un diverso caso, un infermiere 42enne per molti anni sognò una situazione nella quale era collegato a una specie di enciclopedia sotto forma di CD-Rom. Nel sogno gli venivano trasmesse delle conoscenze di ogni genere, e la mattina seguente era in grado di ricordare tutto l'enorme flusso di informazioni, fatto anche di molti dettagli tecnici estranei alla sua conoscenza.

Tutti questi casi di ipercomunicazione, secondo i ricercatori russi si possono spiegare attraverso l'esistenza di ponti energetici, che si formano a livello del DNA, dei veri e propri buchi neri genetici, che trasmettono e ricevono mediante le onde elettromagnetiche prodotte dalla coscienza in forma sia di pensiero che di parole. D'altronde, l'idea che la coscienza e il pensiero influiscano sulla materia non è poi così pazzesca.... anzi, è una realtà; almeno per me. Che i nostri corpi producano delle aure elettromagnetiche è risaputo. Sono state anche misurate.

Il taoismo, antica filosofia cinese, fonda i suoi principi sull'esistenza di un'energia chiamata Ch'i, la quale è formata da due componenti: Yang (energia, +) e Yin (materia, -): l'una non può esistere senza l'altra. Tutto l'esistente è dato dalle interazioni di yin e yang. In fisica vige la definizione di energia data da Einstein: E= m c2 (Energia = massa per velocità della luce al quadrato). La formula indica chiaramente come materia e energia siano strettamente legate, se non perfino due aspetti della stessa realtà. Tutto ciò che esiste è formato da materia ed energia. ( Lungi da me, dare lezioni di fisica, ma su questo punto, a costo di apparire un "visionario" per non dire altro, ho motivare ragioni per sostenere che la materia è anch'essa energia, anche se possiede forma e massa).

Nessuno però fino ad oggi si era azzardato a formulare una teoria scientifica dell'elettromagnetismo, che chiamasse in causa linguaggio, coscienza e DNA. Anche se molti antropologi hanno spesso rimarcato come l'evoluzione culturale della nostra specie si deve soprattutto al simbolismo che utilizziamo. Ovvero al linguaggio. E che il linguaggio può essere paragonato ad una azione. Che parlare, sotto il profilo motorio, equivale a scheggiare una pietra. (Non è solo un modo di dire che le parole possono essere dura pietra.) Il ruolo fondamentale, che azioni e movimenti hanno nella costruzione dei processi di rappresentazione mentale, risulta evidente fin dalle prime fasi di sviluppo dell'embrione: il movimento produce delle modificazioni nell'ambiente circostante, le conseguenze di queste modificazioni vengono percepite e tale percezione modifica i movimenti successivi e quindi creano una nuova realtà.

La mente crea e dà forma a idee, pensieri e concetti; emozioni e sentimenti, infondono forza. La Parola mette in moto queste entità dotate di vita propria, rendendole capaci di interagire con l'ambiente così che, attirando e respingendo magneticamente l'energia circostante, producono risultati materiali e tangibili. Tale è il potere della parola e l'importanza che riveste la comunicazione. I rapporti umani, nelle loro molteplici forme, sono il campo d'azione della comunicazione. Il mondo e le mostruosità che si compiono, sono il risultato di ciò che produce la nostra mente. Non quei pensieri che esprimiamo per farci ammirare o compiacersi, ma quello che realmente sentiamo nella nostra coscienza.

Ora siamo due ……. Noi e la maschera.

Quando diventeremo uno, saremo tutt’uno con gli universi, visibili e invisibili.

2 commenti:

  1. Grande.....mi trovo d'accordo con tutti questi argomenti molto interessanti

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  2. Grazie Giuseppe, un giorno, forse questi temi saranno condivisi da un importante numero di persone, ma per ora appartengono ad un ristretto numero di solitari.

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