venerdì 29 giugno 2018

Gli Dei del nostro passato


La stragrande maggioranza dell’umanità non sa esattamente dove esiste, nel senso che vive ai margini di tutte le possibilità e le potenzialità anche scientifiche di quel mondo di luce e di tenebre che ci viene nascosto. Di luce per le grandi riscoperte scientifiche che ci vengono negate; di tenebre perché quelle scoperte che potrebbero elevare l’umanità, vengono usate contro di noi per impedirci di evolvere verso la conoscenza e quindi renderci liberi. Diversamente una piccola minoranza vive godendo di ogni privilegio. Questi sono i servi dei padroni del mondo, che a loro volta sono serviti da un'altra piccola percentuale di umani che vivono di piccoli e miseri privilegi sotto il loro controllo. Tutti gli altri, vivono di stenti. Anche se sono convinti di vivere dignitosamente perché fanno il confronto con le popolazioni del terzo mondo.

L’élite padroneggia una scienza negata alla stragrande maggioranza dell’umanità. Usa tecnologie che i semplici umani non riescono neppure ad immaginare.
Oltre il controllo, l'élite che domina il pianeta, dispone di conoscenze antichissime, che risalgono a quando il mondo era governato in prima persona da razze aliene. Razze aliene che attualmente governano il mondo nell'ombra. Tali conoscenze tramandate da Re e dignitari, oltre l'enorme quantità di scritture egizie e maya trafugate dai crociati, che raccontavano dall'inizio la storia dell'uomo sulla terra, e tante altre antiche scritture di formule e rituali di un antica conoscenza. Conoscenze in grado di manipolare la materia e l’energia dell’universo. Attualmente custodite nei sotterranei della città del vaticano, in un archivio che solo da poco si è venuti a conoscenza anche grazie al lavoro di Alfredo Lissone.

Le antiche conoscenze non sono bizzarrie di esseri visionari. A sostegno, esistono grandi e autorevole testimonianze. Per esempio le tavolette sumere, fino ai misteri irrisolti della civiltà egizia fondata da potenti civiltà aliene di cui le Piramidi sparse sull’intero pianeta e su Marte sono una prova inconfutabile, della presenza aliena sulla terra. Anche se gli egiziani contemporanei vorrebbero farci credere che sono loro i costruttori delle piramidi. Ma purtroppo, loro non possedevano la tecnologia per costruire tali mega-strutture, e con rammarico, nonostante la nostra tecnologia, non ci siamo riusciti neppure noi, dato che la gru più grande del mondo arriva solo a 100 metri di altezza, mentre la più alta delle piramide e mi riferisco alla piramide di Cheope è alta 139.

Le piramidi, la Sfinge, Atlantide, Nazca, e tanti altri reperti archeologici di città megalitiche abitate da esseri giganti di cui si conservano gli scheletri … fino alla bibbia, sono prove che non lasciano dubbi di chi fossero i possessori di tali conoscenze. Prove talmente evidenti da lasciare stupito anche il più incallito degli scettici.

Nelle migliaia di papiri, che sono stati trovati, gli scribi hanno meticolosamente raccontato un po' di tutto sul popolo egizio. I suoi costumi, la religione, le pratiche magiche, e non ultimo il famoso libro dei morti ecc. Ma il sapere più grande è custodito nei libri di Thot, conosciuti anche come i libri della conoscenza. La scienza ufficiale tende a far credere che i libri di Thot sono una legenda, ma purtroppo per loro esistono le prove che i libri di Thot sono stati trovati da due ricercatori inglesi, Flinder William Petrie e Ora Kinnaman. Di tale scoperta, informarono le autorità egiziane, giurando di non rivelare a nessuno il contenuto dei libri. Ma prima di morire, Kinnaman lasciò un foglio dattiloscritto dove indicò come raggiungere il passaggio segreto sotto la piramide di Cheope per accedere alla stanza dove erano custoditi i libri della conoscenza. Oggi abbiamo la prova che Kinnaman non era un ciarlatano ma un ricercatore serio, tanto è vero che dopo tanti anni dalla sua morte, la scienza ufficiale con un espediente, o perché costretta da qualcuno che sa, si è decisa ad ammettere che sotto la piramide di Cheope è stata scoperta una stanza segreta, senza fare accenno a tutto il resto.

Per i mistici, la Piramide di Cheope, impregnata di grande spiritualità è soprattutto un tempio ove si svolgevano funzioni magiche dell’antico sapere tramandato dagli alieni. Insomma un luogo della conoscenza dove si forgiavano i sacerdoti egizi, e si tramandavano la conoscenza.
Erodoto, racconta che alcuni sacerdoti, di notte, venivano visti navigare su misteriose barche, con le quali passavano sotto le sabbie di Giza. Sempre Erodoto riferisce anche di una pietra girevole. Un passaggio segreto all’esterno della Piramide.
Ritornando a Kinnaman, non si limitò alla ricerca dei segreti della piramide, ma grazie alla sua competenza dell’antico ebraico, ri-tradusse tutta la Bibbia, scoprendo molte diversità con le versioni tradotte in precedenza. Questo lo convinse che il testo originale era stato intenzionalmente manipolato e alterato.

Ciò lo incuriosì a tal punto da indurlo a dedicarsi con molto interesse allo studio dell’Archeologia in relazione alla Bibbia e ai racconti definiti “apocrifi”, specialmente dopo la scoperta con sir William Flinders Petrie, della tomba della Regina di Saba.
Daniele Bertoluzzi, approfondendo la sua ricerca, scoprì che durante una riunione massonica del 1955, Kinnaman tenne una conferenza e dichiarò che negli anni 20, lui e Petrie, scoprirono un passaggio segreto sul lato sud della Grande Piramide, e di lì entrarono in numerose camere piene di reperti inquietanti. Sembra che i due archeologi avessero trovato un vero e proprio tesoro, comprese le prove dell’antica saggezza egizia e Atlantidea.
Videro anche oggetti incredibilmente moderni, alcuni eseguiti con metallo inossidabile e altri con materiale sconosciuto. Ma il “pezzo forte”, fu il ritrovamento di alcune macchine antigravità, usate per costruire le Piramidi. Oltre ai documenti che svelavano lo scopo per cui era stata costruita la grande piramide. Tra le varie cose, i due videro anche l’elenco completo di tutti i re egizi dall’inizio.
Erano forse le leggendarie 30 stanze “allestite” dal Re anti-diluviano Saurid, di cui parlava lo storico arabo Al Makrizi ?

Ritenendo che la collettività non fosse pronta per queste rivelazioni, decisero di comune accordo di non svelare a nessuno l’ingresso segreto della Piramide, così che nessuno potesse mettere gli occhi (e soprattutto le mani) sul prezioso contenuto. E siccome William Flinders Petrie non parlò mai di questa esperienza, nell’ambiente ortodosso si preferì sospettare che le 30 stanze fossero frutto della fantasia dello stimato Dr. John Ora Kinnaman.
A distanza di tutto questo tempo, si sta ancora investigando sulla sensazionale scoperta. Alla Kinnaman Foundation for Biblical and Archeological Research, che l’archeologo e biblista istituì nel 1960, Steven Mehler (Direttore di Ricerca della Fondazione) da anni sta cercando di ricostruire la vicenda, attraverso gli scritti e le documentazioni lasciate da Kinnaman, tra cui anche molte audio-cassette, compresa quella con la registrazione della famosa conferenza, in occasione della riunione massonica del 1955.

La scoperta di macchine antigravità trovate nelle stanze segrete della piramide di Cheope, potrebbe far sorridere i più scettici, ma dovete fare uno sforzo e cercare di non escludere a priori ciò che alla vostra mente appare impossibile, perché in altre parti del mondo e precisamente in Tibet, i monaci posseggono conoscenze tali da sollevare e frantumare enormi blocchi di pietra, utilizzando il suono prodotto dai tamburi e dalle loro caratteristiche trombe lunghe tre metri. Sicuramente anche questa tecnologia proviene dalla civiltà extraterrestre in questione.

Dalle ricerche di Mauro Paoletti risulta, che un ingegnere svedese, Henry Kjellson, scrisse su misteriose e sconosciute tecnologie, in alcuni libri come "Teknik Forntiden" e "Forsvunden Teknik", nei quali riportò un paio di queste esperienze.
Scrisse anche di un medico svedese, che lui chiamò "Jarl", che nel 1939 poté assistere, a sud-ovest di Lhasa, come i monaci tibetani spostavano grossi blocchi di pietra a ben duecentocinquanta metri di altezza, dirigendoli dentro una caverna che si trovava su di una parete rocciosa davanti a loro.
Il dottor "Jarl" portò in Inghilterra testimonianza fotografica di quanto visto. Materiale fotografico con tutto il resto fu confiscato dalle autorità e sparito nel nulla. (Davvero strano che le autorità confiscano un qualcosa che secondo loro non esiste … o meglio non deve esistere per il resto del mondo.) Dunque qualcuno sapeva.
Non è la sola vicenda riportata da Kjellson. Sempre nel 1939 era presente ad una conferenza tenuta da tale Linauer, cineasta austriaco, il quale affermava di aver assistito in un monastero in Tibet, negli anni trenta, a fenomeni straordinari che rivoluzionavano le conoscenze della fisica così come pensiamo di conoscerla.

Linauer parlò di un gong di tre metri e mezzo, composto da tre metalli. Al centro l’oro, e intorno un cerchio di ferro, entrambi racchiusi in un anello di ottone. Quando veniva percosso, il gong emetteva un suono sommesso e breve.
Vi era anche un secondo strumento, simile ad una grossa cozza, anch’esso composto da tre metalli, largo un metro e alto due, che aveva sulla superficie delle corde in tensione. Non veniva suonato, ma, come gli riferirono i monaci, emetteva un’onda di risonanza non udibile. Davanti a questi strumenti venivano posizionati un paio di schermi, in modo da formare uno strano triangolo e contenere l’onda prodotta nello spazio circoscritto. Nel momento in cui veniva prodotto il suono, un monaco poteva sollevare, con una sola mano, un gigantesco blocco di pietra gi decine di tonnellate.
I monaci dissero all’austriaco che con tale sistema, avevano costruito la muraglia che delimitava il Tibet e con lo stesso sistema potevano disintegrare la materia. Era un segreto tramandato fra i monaci che non potevano rivelarlo al mondo perché l’uomo lo avrebbe certamente impiegato male.
Il sollevamento di enormi massi da parte degli egiziani e monaci tibetani è stato materia di ricerca e studio soprattutto da parte degli USA in riferimento al caso di Edward Leedskalnin, di corporatura fragile e malaticcio che costruì un castello da solo con enormi blocchi di pietra spostati con un congegno segreto, che permetteva ai massi di muoversi nello spazio apparentemente privi di gravità. Per chi è interessato ecco il link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Coral_Castle

In tempi recenti è stato dimostrato che è possibile sollevare piccole pietre utilizzando vibrazioni sonore. La gravità attira le cariche positive e respinge quelle negative, per una ragione ancora ignota. Forse abbiamo scoperto che è possibile spostare oggetti giganteschi con il suono anche se non conosciamo la giusta tecnologia. Comunque penso che un passo è stato fatto… dunque è possibile. Personalmente penso che certe tecnologie per conoscerle e usarle occorre qualcosa che nel nostro tempo salvo rare mosche bianche, non possediamo: il senso mistico dell'universo. Un tipo di scienza che ci è del tutto sconosciuto ma che riesce a smuovere le montagne.

Dal Tibet giungono storie incredibili, che narrano di un tempo in cui i nostri antenati erano a conoscenza di una tecnologia sonica impiegata nelle costruzioni. Una tecnica simile a quella narrata dagli Indios di Tiahuanaco agli spagnoli. Circa ventimila anni fa la città Inca fu eretta da uomini capaci di sollevare pietre e trasportarle dalle cave situate sulle montagne, al suono di una tromba.
Erano gli uomini di Ticci Viracocha, alti di statura, con la pelle chiara, gli occhi azzurri, i capelli biondi e una folta barba. Muovevano le pietre utilizzando un fuoco celeste che le avvolgeva senza consumarle e permetteva di sollevarle con le mani.
Anche i Maya presentano racconti simili, dove una razza di nani riuscivano a posizionare le pietre al posto voluto utilizzando un fischio.
Alcuni racconti Greci parlano di un figlio di Zeus, Anfione, gemello di Zete, con il quale cinse di mura Tebe, utilizzando ciclopiche pietre che da sole si posizionarono una sull’altra al suono della sua lira. Si racconta che quando suonava lo strumento le pietre lo seguivano.

Dagli scritti di Sanconiatone veniamo a conoscenza che quando gli uomini vivevano in armonia con gli Dei, durante la famosa età dell’Oro, uno degli dei, Taautus, il Thot egizio, fondò la civiltà Egizia.
Era il tempo in cui Urano, chiamato anche Cielo, fondò la città di Biblo, "Betulla", "creando pietre che si muovevano come dotate di vita propria".
Ma c’è ancora dell’altro che prova che gli egizi utilizzavano tecnologie aliene. Il sarcofago di duro granito rinvenuto nella piramide di Cheope, risulta essere levigato da tecnologie che gli egizi secondo le nostre conoscenze non dovevano possedere. Cristopher Dunn, autore di un articolo redatto nel 1983 (Macchinari avanzati nell’antico Egitto), riporta che per ottenere quel tipo di levigatura e fori in quel tipo di granito, doveva essere esercitata una pressione di almeno un paio di tonnellate.

La moderna tecnologia possiede trapani che ruotano a 900 giri al minuto, secondo Dunn gli egizi erano in grado di forare il granito con trapani che ruotavano cinquecento volte più veloci. Se le teorie di Dunn e di Dunley sono esatte la piramide assume ben altro e più grande significato. Siamo in presenza di un tempio, o di un congegno che, sfruttando l’energia sonica prodotta da qualche particolare nota musicale, riusciva ad aprire una porta spazio temporale?
E a proposito delle note musicali, Gustavo Rol, nei suoi scritti racconta di aver scoperto una tremenda legge che lega il colore verde alla quinta musicale e il calore. Sono troppe le assonanze per reputarle coincidenze. (Secondo la scienza quando le coincidenze sono più di tre, si è in presenza di una regola. Quindi di un sistema). Detto questo ognuno è libero di essere scettico come meglio crede.

Non è vai vero che ciò che non riusciamo a vedere, qualunque sia la ragione, non esiste solo perché non lo vediamo o non siamo in grado di comprenderlo. Per esempio sapevate che il nostro corpo, emette una specifica frequenza, conosciuta come "bodyprint". Una impronta corporea personale che può essere monitorata anche attraverso un satellite. ?
E' triste ammetterlo ma secondo recenti dati, neppure tanto segreti, per i padroni del mondo siamo diventati apparati organici in grado di essere manipolati elettronicamente a loro piacimento. Credo che sono pochi coloro che hanno certezza di tale realtà. Eppure tale realtà esiste, ed è sempre più invasiva.
L'uomo non è una creatura tecnologica, ma spirituale. Quando ci allontaniamo dalla spiritualità diventiamo facili prede per demoni ...

7 commenti:

  1. Sei ancora fiducioso di trasformare le pecore in lupi?
    Non sai che per distruggere il nemico, che si presenta molto più forte, devi fartelo amico?
    Quando diventerà amico allora potrai ucciderlo.

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    1. Non credo che una pecora potrà mai diventare lupo ...
      Riguardo la tua strategia di fartelo amico per renderlo vulnerabile, forse per un pò potrà funzionare con gli umani, non certo con chi è in grado di leggere i tuoi pensieri...

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    2. Ma tu non sai il loro disegno. Io si.

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    3. Si, lo so, perchè tu credi in Dio e io no ...
      Nessuno è perfetto.

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    4. Perché tu non credi negli elohim?
      Non ti contraddire!

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    5. Penso come tante altre persone che esistono altri esseri nell'universo, ma non li considero Dei ma entità più evolute.
      Erano gli antichi "selvaggi" a credere che gli "elohim" fossero dei, e lo sai anche tu... Poi come sai, ci sono gli artefici, creatori di universi.
      Si rispetto ai mortali umani biologici potrebbero essere considerati Dei, ma anche questi sono semplicemente anime più evolute.

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