sabato 8 novembre 2014
Ebola: arma biologica
il Dr. Cyril Broderick, Professore di Fitopatologia, elenca 5 punti shockanti e cupi del tema Ebola: un'arma biologica, deliberatamente creata e testata sulla popolazione africana. Le connivenze del governo USA, ONU e multiazionali del farmaco ed altro...
Cari cittadini del mondo:
Ho letto una serie di articoli da Internet ed anche da altre fonti, sui decessi in Liberia e in altri paesi dell’Africa occidentale, in merito alla devastazione umana causata dal virus Ebola. Una settimana fa circa, ho letto un riassunto pubblicato nelle notizie in internet degli “Amici della Liberia” (Friends of Liberia), che diceva che c’era un accordo, sul fatto che l’inizio della pandemia di Ebola dovesse iniziare in Africa occidentale attraverso il contatto di un bambino di due anni con pipistrelli, provenienti dal Congo.
Quell’articolo mi ha sconcertato per cio’ che vien detto su Ebola ed ha stimolato in me una risposta agli “Amici della Liberia” in cui ho detto che gli Africani non sono ignoranti o creduloni come invece si suppone che siano.
Ricevetti poi una risposta dal dr Verton Stone che diceva che l’articolo non era il loro e che gli “Amici della Liberia”, stavano solo fornendo un servizio. Mi chiese poi se poteva pubblicare la mia lettera sul loro forum in internet. Ho dato il mio permesso ma non l’ho vista pubblicata.
Dato l’ampia perdita di vite, la paura, i traumi fisiologici, e la disperazione tra i liberiani e altri cittadini dell’Africa occidentale, è d’obbligo che io dia un contributo alla risoluzione di questa situazione devastante, che può continuare a ripresentarsi, se non è propriamente e adeguatamente affrontata. Tratterò la situazione in cinque (5) punti:
1. Ebola è un organismo geneticamente modificato (OGM)
Il dr Horowitz (1998) deliberatamente e senza ambiguità, nel suo testo, Emerging Viruses: AIDS and Ebola - Nature, Accident or Intentional (Virus emergenti: AIDS e Ebola –naturali , incidentali o intenzionali), aveva spiegato la minaccia di nuove malattie. Nella sua intervista con il Dr. Robert Strecker nel capitolo 7, la discussione, nei primi anni 1970, rese evidente che la guerra era tra i paesi che ospitavano il KGB e la CIA e che la ‘produzione’ di virus come l’AIDS era chiaramente diretta verso l’altro. Durante l’intervista, si è parlato di Fort Detrick, “il Palazzo Ebola,” e di ‘un sacco di problemi con strane malattie “ a Frederick [Maryland].
Dal capitolo 12 del suo testo, aveva confermato l’esistenza di una industria medica militare, americana che conduce test su armi biologiche, mascherate come somministrazione di vaccini per controllare le malattie e migliorare la salute di “africani neri oltreoceano.”
Il libro è un testo eccellente, e tutti i leader e chiunque abbia interesse per la scienza, la salute, la gente, e l’intrigo dovrebbero studiarlo. Sono stupito che i leader africani non facciano alcun riferimento o menzione a questi documenti.
2. Ebola ha una storia terribile, e i suoi test sono segretamente avvenuti in Africa
Ora sto leggendo The Hot Zone, un romanzo, di Richard Preston (1989-1994); è straziante. Il prolifico e famoso scrittore, Steven King, viene citato per aver detto che il libro è “Una delle cose più orribili che abbia mai letto. Che opera eccellente“. Come bestseller del New York Times, The Hot Zone è presentato come ”una storia vera terrificante”.
“Terrificante, sì, perché la descrizione patologica di ciò che è stato trovato in animali uccisi dal virus Ebola, è ciò che il virus ha fatto ai cittadini della Guinea, Sierra Leone e la Liberia nel suo focolaio più recente.
Il virus Ebola distrugge gli organi interni delle persone e il corpo si deteriora rapidamente dopo la morte. Si ammorbidisce e tessuti diventano come gelatina, anche se viene refrigerato per mantenerlo freddo. La liquefazione spontanea è ciò che accade al corpo di persone uccise dal virus Ebola! L’autore indicato nel punto 1, il Dr. Horowitz, rimprovera l’autore di “The hot zone” di essere politicamente corretto; Capisco, perché nel suo libro fa del suo meglio per basarsi sui fatti.
Nel 1976, l’ incidente di Ebola in Zaire, durante il periodo del Presidente Mobutu Sese Seko, è stato l’introduzione dell’Ebola OGM in Africa.
3. Nel corso degli anni sono stati creati luoghi in Africa e Africa Occidentale per testare malattie emergenti, soprattutto Ebola.
La WHO - ’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)- e diversi altri Enti delle Nazioni Unite, sono stati coinvolti nel selezionare paesi africani allettanti per partecipare agli eventi di sperimentazione, promuovendo le vaccinazioni, ma perseguendo varie unità di test.
Il 2 agosto, 2014, l’ articolo, “Africa Occidentale : cosa stanno facendo nella zona Ebola, i ricercatori americani delle armi biologiche?” di Jon Rappoport di Global Research, individua il problema che hanno di fronte i governi africani.
Di rilevante in questa e altre relazioni, tra l’altro:
(A) L’americano Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (USAMRIID) – L’Istituto Medico di Ricerca dell’Esercito, per di Malattie Infettive - un notissimo centro per la ricerca di armi biologiche, che si trova a Fort Detrick, nel Maryland;
(B) la Tulane University, a New Orleans, USA, vincitrice di borse di studio di ricerca, tra cui una sovvenzione di oltre 7 milioni di dollari del National Institute of Health (NIH) – Istituto Nazionale per la Salute- per finanziare la ricerca sulla febbre emorragica virale Lassa;
(C) il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC);
(D) Medici Senza Frontiere (conosciuto anche con il nome francese, di Medicins Sans Frontiers);
(E) la Tekmira, una società farmaceutica canadese;
(F) l’inglese GlaxoSmithKline; e
(G) il Kenema Government Hospital di Kenema, Sierra Leone.
I resoconti e articoli narrano di storie del Dipartimento della Difesa (DoD) che ha finanziato degli esperimenti di Ebola sull’uomo, esprimenti iniziati giusto qualche settimana prima dell’epidemia di Ebola in Guinea e Sierra Leone. I rapporti continuano e affermano che il DoD ha dato un contratto di 140 milioni di dollari a Tekmira, una azienda farmaceutica canadese, per condurre una ricerca su Ebola.
In questa ricerca-esperimento, a degli esseri umani sani viene iniettato e messo in vena il mortale virus Ebola.
Quindi, il DoD è elencato come collaboratore della ricerca-esperimento clinico “First in Human” Ebola (NCT02041715,) – primo ebola negli umani- iniziato nel gennaio 2014 poco prima che a marzo venisse dichiarata l’ epidemia di Ebola in Africa occidentale.
Molte relazioni concludono inoltre, in modo inquietante, che il governo degli Stati Uniti dispone di un laboratorio di ricerca di bioterrorismo per febbre virale in Kenema, una città epicentro del focolaio di Ebola in Africa occidentale.
L’unico ramoscello d’ulivo rilevante, positivo ed etico che ho visto in tutte le mie letture è che il Theguardian.com ha riportato che:
“Il finanziamento del governo degli Stati Uniti per la sperimentazione di Ebola su individui sani, avviene tra avvertimenti di scienziati di Harvard e Yale, sul fatto che tali esperimenti con virus, possano innescare una pandemia mondiale. “
Quella minaccia persiste tutt’ora.
4. Serve un'azione legale per riparare ai danni intercorsi, dato il perpetuarsi di ingiustizia, con le morti , i traumi, le ferite sulla pelle dei Liberiani ed altri Africani, causa Ebola ed altri agenti patogeni.
Gli Stati Uniti, il Canada, la Francia, e il Regno Unito sono tutti implicati in questi atti riprovevoli e diabolici a tema Ebola. Vi è la necessità di perseguire un risarcimento penale e civile per danni, ed i paesi africani e le persone stesse dovrebbero salvaguardare una rappresentanza legale , per chiedere i danni a questi paesi, ad alcune aziende multinazionali e alle Nazioni Unite.
L’evidenza sembra essere abbondante contro la Tulane University, e le denunce dovrebbero partire da qui.
L’articolo di Yoichi Shimatsu, The Ebola Breakout Coincided with UN Vaccine Campaigns -L’epidemia di Ebola ha coinciso con le campagne di vaccinazione ONU-
Così come pubblicato il 18 agosto 2014, nella Liberty Beacon.
5. I leader africani e le loro nazioni, devono prendere il comando e difendere i neonati, i bambini, le donne e gli uomini africani e gli anziani. Questi cittadini non meritano di essere usati come cavie!
L’Africa non deve relegare il continente a diventare il luogo per lo smaltimento di sostanze chimiche pericolose, farmaci pericolosi e agenti chimici o biologici di malattie emergenti. Vi è urgente necessità di azioni affermative per proteggere i meno abbienti dei paesi più poveri, in particolare i cittadini africani, i cui paesi non sono scientificamente e industrialmente dotati come gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali e che sono così le fonti di maggior parte degli OGM virali o batterici, strategicamente progettati come armi biologiche.
E altamente inquietante che il governo degli Stati Uniti abbia condotto una ricerca di laboratorio sul bioterrorismo della febbre emorragica virale, in Sierra Leone. Ce ne sono altri?
Dovunque esistono, è il momento di chiuderli. Se esistono altri siti, è il caso di fare un passo essenziale, anche se in ritardo,: la Sierra Leone ha chiuso il laboratorio statunitense di armi biologiche e bloccato ulteriori test della Tulane University .
Il mondo deve sentirsi in allarme. Tutti gli africani, americani, europei, mediorientali, asiatici, le persone da ogni conclave sulla Terra dovrebbero sentirsi shockate.
Il popolo africano, più in particolare i cittadini della Liberia, Guinea e Sierra Leone, sono vittime e stanno morendone ogni giorno. Ascoltare le persone che diffidano gli ospedali, che non possono stringere le mani, abbracciare i loro parenti e amici. Persone innocenti stanno morendo e hanno bisogno del nostro aiuto.
I paesi sono poveri e non possono permettersi tutto l’equipaggiamento di protezione che la situazione richiede.
La minaccia è reale, ed è più ampia di alcuni paesi africani. La sfida è globale, e chiediamo assistenza da tutto il mondo, inclusa la Cina, Giappone, Australia, India, Germania, Italia, e anche le persone di buon cuore negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, Russia, Corea, Arabia Saudita, ed ovunque ci sia il desiderio di aiutare.
La situazione è più cupa di quello che all’esterno possiamo immaginarci e dobbiamo fornire assistenza , per quanto possibile.
Per garantire un futuro che abbia meno drammi di questo genere, è importante che noi ora chiediamo ai nostri leader e governi siano onesti, trasparenti, equi che si impegnino produttivamente.
Essi devono dare una risposta alla gente.
Per favore prendete posizione sui test Ebola e la diffusione di questa malattia cosi ignobile.
Grazie mille.
In fede,
Dr Cyril E. Broderick
fonte: http://www.liberianobserver.com/security/ebola-aids-manufactured-western-pharmaceuticals-us-dod
traduzione: Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
mercoledì 5 novembre 2014
Steve Jobs: i miei figli non useranno l'Ipad
Un articolo pubblicato sul New York Times ha rivelato che il fondatore dell’Apple, Steve Jobs, insieme ad altri dirigenti di società tecnologiche, limitava ai propri figli l’utilizzo di dispositivi elettronici fino a proibirli. Secondo il giornale, in una delle sue interviste, Jobs affermò che i suoi figli non avrebbero utilizzato, una delle sue creazioni più popolari, l’ iPad . “Cerchiamo di ridurre al limite la quantità di tecnologia che i nostri figli possono usare a casa “, ha detto il fondatore del colosso informatico.
L’articolo rivela che un numero significativo di amministratori delegati di aziende tecnologiche, come Jobs , vivono secondo regole del tutto diverse da quelle suggerite alla popolazione americana, dalle loro stesse aziende. Questo lascia intendere che quest’elite miliardaria sa qualcosa che il resto della società non deve sapere. Anche, il CEO della 3D Robotics, azienda produttrice di droni, Chris Anderson, ha il controllo totale sull’utilizzo di qualsiasi “gadget” dei suoi figli. Spiega questa sua scelta educativa perché ha vissuto “in prima persona i pericoli della tecnologia”. “Non voglio che i miei figli passino la stessa cosa” ha confessato.
I pericoli, secondo Anderson, deriverebbero dal libero accesso che gli smartphone, tablet e computer possono dare a contenuti dannosi come la pornografia, le molestie da parte di altri bambini e ciò che considera il peggiore di tutti, la dipendenza dal dispositivo.
Il fondatore di Twitter, Blogger e Medium, Evan Williams, e sua moglie, Sara Williams, per esempio, hanno regalato ai loro due bambini centinaia di libri che possono leggere quando vogliono invece che un iPad. Secondo diversi studi clinici, l’utilizzo continuativo di dispositivi elettronici da parte dei bambini può portare a un aumento dei disturbi della vista e del sonno. Inoltre, i ricercatori ritengono che le frequenze wireless per la connessione a internet usate dagl’iPad e da altri tablet possano rappresentare potenziali rischi per la salute ed essere cancerogene.... (oltre a rincretinire.NDR).
Fonte: http://actualidad.rt.
Link: http://actualidad.rt.com/sociedad/view/140431-steve-jobs-hijos-ipad
Traduzione per www.comedonchisciotte,.org a cura di LUIGI FABOZZI
domenica 2 novembre 2014
Stefano Cucchi
La sentenza della morte di Stefano Cucchi, rappresenta un precedente molto pericoloso perché secondo il comune buon senso, trasmette un segnale di impunità a tutti coloro che commettono crimini. E cosa ancora più pericolosa, la consapevolezza da parte della gente comune della incapacità della magistratura di riuscire a individuare i colpevoli di un crimine facilmente individuabile, dato che l’evento si è consumato in un luogo chiuso gestito dalle forze dell’ordine. In questo caso la caserma di Tor sapienza.
Lo stesso luogo in cui Stefano Cucchi secondo la prima sentenza, venne pestato al punto che dopo alcuni giorni morì nella cella del reparto carcerario dell’Ospedale Pertini di Roma. Sicuramente anche perché i medici per ragioni che non riesco a comprendere decisero di non intervenire per curarlo. E tale assurdo comportamento, non è semplicemente condannabile per ragioni morali ed etiche, ma per togliere da strutture pubbliche, persone inadatte a svolgere la professione del medico.
Inoltre, non ho mai capito perché le forze dell’ordine quando effettuano un arresto, in alcuni casi, pestano la persona fermata, fino a causarne la morte. Non trovo nessuna giustificazione per tale barbaro comportamento, anche in presenza di provocazione da parte del fermato. Tale comportamento da parte delle forze dell’ordine lo trovo assurdo e poco professionale. Essere giudice e carnefice, è un tipo di “attività” che non può coesistere con uno stato di diritto ….. se davvero esiste uno stato di diritto in questo paese …..
Se la convinzione che non viviamo in uno stato di diritto, si diffonde tra la società, le persone per avere giustizia, hanno una sola scelta: farsi giustizia da sole. E questo sarebbe davvero tragico.
Affinchè questo non avvenga, lo stato deve saper correggere il proprio errore e consegnare alla giustizia i colpevoli, dato che non è credibile, convincere qualcuno, che non è possibile trovare i colpevoli di un crimine, commesso in una struttura dello stato, pur sapendo chi fossero gli agenti presenti quella notte. Tale presa di posizione, equivale a sostenere che se una persona organizza una festa in un qualsiasi appartamento e uno degli invitati, viene pestato a morte alla presenza di tutti gli invitati, e questi si dichiarano non colpevoli, coprendosi a vicenda, trovo assurdo se il giudice assolve tutti i presenti per mancanza di prove……
Dai, per favore! – Non ci vuole un genio, un esperto per concludere che tale convincimento è ridicolo; offensivo anche per un quoziente intellettivo appena sopra lo zero.
Questa mattina, alle sei e trenta, rainew24 ha trasmesso una breve intervista all’avvocato di Cucchi, e questi ha dichiarato che se la magistratura vuole davvero trovare i colpevoli del pestaggio che ha causato la morte di Cucchi, devono indagare nell’arco di tempo di quel 15 ott. Del 2009, dalle 21,30, alle 9,30 della mattina seguente. Cioè, prima che Cucchi viene condotto in aula per essere sentito dal giudice. Perché è in quell’arco di tempo che Stefano Cucchi è stato pestato con conseguenti gravi lesioni che pochi giorni dopo lo condussero alla morte.
Inoltre è assrdo che in Italia si viene uccisi per pochi grammi di marijuana, e negli Usa, cioè la nazione che l'ha proibita in tutto l'occidente, ai cittadini di due stati, in partcilare, è consentito addirittura coltivarla in proprio e consumarla a piacere. Sarebbe ora di mettersi d'accordo e liberalizzare la marijuana, semplicemente perchè è meno letale del consumo del tabacco e dell'alcol, e in più è anche una formidabile erba medica. (Ragione per cui fu bandita dal mercato occidentale, per fare un favore alle case farmaceutiche per spacciare il loro veleno sintetito: i farmaci.)
Di seguito alcune sintesi della tragica storia di Stefano Cucchi:
Tutti assolti: in secondo grado la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha assolto tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano morto il 22 ottobre 2009 nel reparto protetto dell’ospedale Pertini di Roma, una settimana dopo il suo arresto. In primo grado erano stati condannati cinque medici per omicidio colposo e uno per falso; erano stati invece assolti i tre agenti della polizia penitenziaria e tre infermieri. In appello la sentenza è stata dunque ribaltata. La sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, ha lasciato l’aula in lacrime.
Fonte: 31 - 10 - 2014TMNews
Guerra di interviste sui giornali: per la madre «È un verdetto assurdo. Mio figlio è morto dentro quattro mura dello Stato che doveva proteggerlo», mentre il Sap rimane sulla sua linea shock «Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze». Si difende Luciano Panzani, presidente della Corte d'Appello di Roma: «Il giudice penale deve accertare se vi sono prove sufficienti di responsabilità individuali e in caso contrario deve assolvere»
La sentenza che ha mandato tutti assolti gli imputati al processo per la morte di Stefano Cucchi, secondo l’accusa morto in detenzione per essere stato pestato dalla polizia ed essersi visto negare le cure dai sanitari, ha acceso roventi polemiche.
«UN FALLIMENTO DELLA PROCURA DI ROMA» - Ilaria Cucchi ha anche spiegato che a suo dire l’assoluzione per insufficienza di prove rappresenta un fallimento della Procura di Roma: «Chiederò al procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone che assicuri alla giustizia i colpevoli della morte di mio fratello, perché due sentenze hanno riconosciuto il pestaggio e lo Stato italiano non può permettersi di giocare allo schiaffo del soldato, come ha detto in aula ieri il mio avvocato. Mio fratello è morto e non si può girare e indovinare chi è stato, devono dircelo loro».
ASSOLUZIONE PER TUTTI - La formula adottata dal giudici è quella prevista dal secondo comma dell’articolo 530 «… quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova», la conseguenza è l’assoluzione del primario del reparto detenuti del ‘Pertini’, Aldo Fierro, i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti; gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe; gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.
Fonte: 01/11/2014 - di Redazione Da Giornalettismo
Stefano Cuchi, aveva 32 anni, e non avrebbe mai pensato di poter morire in quel modo. Stava bene, finalmente, dopo aver subito tanti traumi e avere passato momenti difficilissimi a causa della tossicodipendenza. Che però, purtroppo, lo tormentava ancora.
Quando la sera del 15 ottobre 2009 i carabinieri lo fermarono in un parco, gli trovarono addosso 20 grammi di “roba”: marijuana, (assurdo!!! – In Italia si muore per il possesso di pochi grammi di marijuana, e negli USA si compra nei bar, in farmacia, si coltiva nelle case e i pasticcieri la mettono persino nelle torte per i bambini. Smettetela di giocare con la vita delle persone e mettetevi d’accordo …. NDR) un po’ di cocaina e due pasticche. Per gli agenti si trattava di ecstasy, ma il padre provò a chiarire che era un farmaco prescrittogli dal medico per le crisi epilettiche, che Stefano portava sempre con sé. All’inizio, per errore, i carabinieri nel verbale lo qualificarono come «albanese senza fissa dimora». Poi, a casa sua, provarono a perquisirgli la stanza, la famiglia li invitò a continuare, ma loro rinunciarono. Portarono subito Stefano, che stava ancora bene, in caserma. Prima a quella di via Calice e poi a Tor Sapienza, per la notte.
I carabinieri hanno scritto che in quel momento non aveva ancora nemmeno un livido. Solo «epilessia e tremori». Poi però chiamarono l’ambulanza, ma quando gli operatori del 118 arrivarono lo trovarono a letto, sotto le coperte. Lui rifiutò di farsi ricoverare. Loro – per errore – lo definirono schizofrenico nella scheda che compilarono. Perché sia stata chiamata quell’ambulanza e soprattutto perché Cucchi abbia rifiutato le cure non è mai stato chiarito.
La famiglia Cucchi: "Sentenza assurda". "La nostra giustizia è malata, credo dovremo aspettare le motivazioni della sentenza". Così ai microfoni di RaiNews24, Ilaria Cucchi dopo la notizia dell'assoluzione di tutti gli imputati indagati per la morte del fratello, Stefano Cucchi, "Nella sentenza di primo grado non si è detto che Stefano non è stato picchiato, ma che la giustizia non era in grado di dire chi fosse stato tra gli agenti e i carabinieri - ha proseguito Ilaria Cucchi - Ora, in appello, mi aspettavo un passo in avanti che non c'è stato. Da semplice cittadina mi chiedo cosa mi devo aspettare dalla giustizia. Mio fratello è morto anche per colpa dei magistrati che non lo hanno guardato in faccia. Mio fratello - ha sottolineato - era un ragazzo come gli altri che ha commesso un errore e che, per questo, non doveva pagare con la vita. Io, mio fratello, la mia famiglia meritiamo giustizia". "Una sentenza assurda, Stefano è morto ancora una volta". È stato il commento del papà, Giovanni Cucchi. "È morto con la sentenza di I grado, e ora un'altra volta dobbiamo assistere a questa decisione" ha detto. "Lo Stato si è auto-assolto - ha dichiarato la madre di Stefano, Rita Calore - Per lui, unico colpevole sono le quattro mura".
Fonte: http://www.agoravox.it/Stefano-Cucchi-dall-arresto-alla.html
Nota: Ho omesso di pubblicare le foto del pestaggio perché l’evento è troppo serio per fare spettacolarizzazione.
Lo stesso luogo in cui Stefano Cucchi secondo la prima sentenza, venne pestato al punto che dopo alcuni giorni morì nella cella del reparto carcerario dell’Ospedale Pertini di Roma. Sicuramente anche perché i medici per ragioni che non riesco a comprendere decisero di non intervenire per curarlo. E tale assurdo comportamento, non è semplicemente condannabile per ragioni morali ed etiche, ma per togliere da strutture pubbliche, persone inadatte a svolgere la professione del medico.
Inoltre, non ho mai capito perché le forze dell’ordine quando effettuano un arresto, in alcuni casi, pestano la persona fermata, fino a causarne la morte. Non trovo nessuna giustificazione per tale barbaro comportamento, anche in presenza di provocazione da parte del fermato. Tale comportamento da parte delle forze dell’ordine lo trovo assurdo e poco professionale. Essere giudice e carnefice, è un tipo di “attività” che non può coesistere con uno stato di diritto ….. se davvero esiste uno stato di diritto in questo paese …..
Se la convinzione che non viviamo in uno stato di diritto, si diffonde tra la società, le persone per avere giustizia, hanno una sola scelta: farsi giustizia da sole. E questo sarebbe davvero tragico.
Affinchè questo non avvenga, lo stato deve saper correggere il proprio errore e consegnare alla giustizia i colpevoli, dato che non è credibile, convincere qualcuno, che non è possibile trovare i colpevoli di un crimine, commesso in una struttura dello stato, pur sapendo chi fossero gli agenti presenti quella notte. Tale presa di posizione, equivale a sostenere che se una persona organizza una festa in un qualsiasi appartamento e uno degli invitati, viene pestato a morte alla presenza di tutti gli invitati, e questi si dichiarano non colpevoli, coprendosi a vicenda, trovo assurdo se il giudice assolve tutti i presenti per mancanza di prove……
Dai, per favore! – Non ci vuole un genio, un esperto per concludere che tale convincimento è ridicolo; offensivo anche per un quoziente intellettivo appena sopra lo zero.
Questa mattina, alle sei e trenta, rainew24 ha trasmesso una breve intervista all’avvocato di Cucchi, e questi ha dichiarato che se la magistratura vuole davvero trovare i colpevoli del pestaggio che ha causato la morte di Cucchi, devono indagare nell’arco di tempo di quel 15 ott. Del 2009, dalle 21,30, alle 9,30 della mattina seguente. Cioè, prima che Cucchi viene condotto in aula per essere sentito dal giudice. Perché è in quell’arco di tempo che Stefano Cucchi è stato pestato con conseguenti gravi lesioni che pochi giorni dopo lo condussero alla morte.
Inoltre è assrdo che in Italia si viene uccisi per pochi grammi di marijuana, e negli Usa, cioè la nazione che l'ha proibita in tutto l'occidente, ai cittadini di due stati, in partcilare, è consentito addirittura coltivarla in proprio e consumarla a piacere. Sarebbe ora di mettersi d'accordo e liberalizzare la marijuana, semplicemente perchè è meno letale del consumo del tabacco e dell'alcol, e in più è anche una formidabile erba medica. (Ragione per cui fu bandita dal mercato occidentale, per fare un favore alle case farmaceutiche per spacciare il loro veleno sintetito: i farmaci.)
Di seguito alcune sintesi della tragica storia di Stefano Cucchi:
Tutti assolti: in secondo grado la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha assolto tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano morto il 22 ottobre 2009 nel reparto protetto dell’ospedale Pertini di Roma, una settimana dopo il suo arresto. In primo grado erano stati condannati cinque medici per omicidio colposo e uno per falso; erano stati invece assolti i tre agenti della polizia penitenziaria e tre infermieri. In appello la sentenza è stata dunque ribaltata. La sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, ha lasciato l’aula in lacrime.
Fonte: 31 - 10 - 2014TMNews
Guerra di interviste sui giornali: per la madre «È un verdetto assurdo. Mio figlio è morto dentro quattro mura dello Stato che doveva proteggerlo», mentre il Sap rimane sulla sua linea shock «Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze». Si difende Luciano Panzani, presidente della Corte d'Appello di Roma: «Il giudice penale deve accertare se vi sono prove sufficienti di responsabilità individuali e in caso contrario deve assolvere»
La sentenza che ha mandato tutti assolti gli imputati al processo per la morte di Stefano Cucchi, secondo l’accusa morto in detenzione per essere stato pestato dalla polizia ed essersi visto negare le cure dai sanitari, ha acceso roventi polemiche.
«UN FALLIMENTO DELLA PROCURA DI ROMA» - Ilaria Cucchi ha anche spiegato che a suo dire l’assoluzione per insufficienza di prove rappresenta un fallimento della Procura di Roma: «Chiederò al procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone che assicuri alla giustizia i colpevoli della morte di mio fratello, perché due sentenze hanno riconosciuto il pestaggio e lo Stato italiano non può permettersi di giocare allo schiaffo del soldato, come ha detto in aula ieri il mio avvocato. Mio fratello è morto e non si può girare e indovinare chi è stato, devono dircelo loro».
ASSOLUZIONE PER TUTTI - La formula adottata dal giudici è quella prevista dal secondo comma dell’articolo 530 «… quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova», la conseguenza è l’assoluzione del primario del reparto detenuti del ‘Pertini’, Aldo Fierro, i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti; gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe; gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.
Fonte: 01/11/2014 - di Redazione Da Giornalettismo
Stefano Cuchi, aveva 32 anni, e non avrebbe mai pensato di poter morire in quel modo. Stava bene, finalmente, dopo aver subito tanti traumi e avere passato momenti difficilissimi a causa della tossicodipendenza. Che però, purtroppo, lo tormentava ancora.
Quando la sera del 15 ottobre 2009 i carabinieri lo fermarono in un parco, gli trovarono addosso 20 grammi di “roba”: marijuana, (assurdo!!! – In Italia si muore per il possesso di pochi grammi di marijuana, e negli USA si compra nei bar, in farmacia, si coltiva nelle case e i pasticcieri la mettono persino nelle torte per i bambini. Smettetela di giocare con la vita delle persone e mettetevi d’accordo …. NDR) un po’ di cocaina e due pasticche. Per gli agenti si trattava di ecstasy, ma il padre provò a chiarire che era un farmaco prescrittogli dal medico per le crisi epilettiche, che Stefano portava sempre con sé. All’inizio, per errore, i carabinieri nel verbale lo qualificarono come «albanese senza fissa dimora». Poi, a casa sua, provarono a perquisirgli la stanza, la famiglia li invitò a continuare, ma loro rinunciarono. Portarono subito Stefano, che stava ancora bene, in caserma. Prima a quella di via Calice e poi a Tor Sapienza, per la notte.
I carabinieri hanno scritto che in quel momento non aveva ancora nemmeno un livido. Solo «epilessia e tremori». Poi però chiamarono l’ambulanza, ma quando gli operatori del 118 arrivarono lo trovarono a letto, sotto le coperte. Lui rifiutò di farsi ricoverare. Loro – per errore – lo definirono schizofrenico nella scheda che compilarono. Perché sia stata chiamata quell’ambulanza e soprattutto perché Cucchi abbia rifiutato le cure non è mai stato chiarito.
La famiglia Cucchi: "Sentenza assurda". "La nostra giustizia è malata, credo dovremo aspettare le motivazioni della sentenza". Così ai microfoni di RaiNews24, Ilaria Cucchi dopo la notizia dell'assoluzione di tutti gli imputati indagati per la morte del fratello, Stefano Cucchi, "Nella sentenza di primo grado non si è detto che Stefano non è stato picchiato, ma che la giustizia non era in grado di dire chi fosse stato tra gli agenti e i carabinieri - ha proseguito Ilaria Cucchi - Ora, in appello, mi aspettavo un passo in avanti che non c'è stato. Da semplice cittadina mi chiedo cosa mi devo aspettare dalla giustizia. Mio fratello è morto anche per colpa dei magistrati che non lo hanno guardato in faccia. Mio fratello - ha sottolineato - era un ragazzo come gli altri che ha commesso un errore e che, per questo, non doveva pagare con la vita. Io, mio fratello, la mia famiglia meritiamo giustizia". "Una sentenza assurda, Stefano è morto ancora una volta". È stato il commento del papà, Giovanni Cucchi. "È morto con la sentenza di I grado, e ora un'altra volta dobbiamo assistere a questa decisione" ha detto. "Lo Stato si è auto-assolto - ha dichiarato la madre di Stefano, Rita Calore - Per lui, unico colpevole sono le quattro mura".
Fonte: http://www.agoravox.it/Stefano-Cucchi-dall-arresto-alla.html
Nota: Ho omesso di pubblicare le foto del pestaggio perché l’evento è troppo serio per fare spettacolarizzazione.
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